La domanda che si fa più spesso chi ha già scelto di affrancarsi dal gas è sempre la stessa: meglio l’aerotermia o la geotermia? Non è una risposta che si può dare senza conoscere l’edificio. Chi vive in un appartamento anni ’70 con i termosifoni in ghisa non ha le stesse opzioni di chi ha appena ristrutturato con un impianto a pannelli radianti. Chi gestisce un condominio di dodici unità a Milano si trova davanti a vincoli tecnici e autorizzativi che nessuna guida online affronta davvero.
In questo articolo non trovi un confronto generico tra pompe di calore e geotermia. Trovi un percorso per capire quale soluzione fa per la tua situazione specifica — con i numeri reali, il quadro normativo lombardo e gli errori che, in oltre 20 anni di lavoro sul campo a Milano e Monza, abbiamo visto ripetere più spesso.
Perché il gas non è più la risposta (e cosa cambia dal 2026)
Stop agli incentivi per le caldaie a gas: cosa prevede la direttiva europea
Il cambiamento non è solo tecnologico — è normativo. La Direttiva europea 2024/1275 (nota come EPBD, o “Case Green”) ha imposto agli stati membri lo stop ai sussidi per le caldaie a combustibili fossili. In Italia, il recepimento è arrivato con la Legge di Bilancio 2025: chi avvia lavori di installazione di una caldaia a gas standalone dal 1° luglio 2025 in poi non ha più accesso agli incentivi fiscali — né all’Ecobonus, né al Bonus Casa.
Questo non significa che installare una caldaia a gas sia illegale. Significa che lo Stato ha smesso di finanziarla. E che gli stessi incentivi — Conto Termico 3.0, Ecobonus, Bonus Casa — restano invece attivi e generosi per chi sceglie una pompa di calore o un sistema geotermico.
L’urgenza di scegliere bene: il momento conta
Il cambio normativo non richiede decisioni affrettate: richiede decisioni ponderate. Chi sceglie male — installando, ad esempio, una pompa di calore aria-acqua su un impianto a radiatori ad alta temperatura senza le verifiche necessarie — si ritrova con consumi elevati e comfort insufficiente. Chi sceglie bene si assicura decenni di autonomia energetica e costi di gestione ridotti.
Il momento è favorevole: gli incentivi ci sono, le tecnologie sono mature. Ma la finestra non rimarrà aperta per sempre alle stesse condizioni.
Aerotermia o geotermia: non è una gara, è una questione di compatibilità
Come funziona la pompa di calore aria-acqua e quando è la scelta giusta
La pompa di calore aria-acqua (aerotermia) preleva calore dall’aria esterna e lo trasferisce all’impianto idronico dell’edificio. Non richiede perforazioni né autorizzazioni particolari: si installa l’unità esterna — simile a un climatizzatore — e si collega all’impianto esistente.
L’aerotermia è la scelta giusta quando:
- L’edificio ha un impianto di distribuzione a bassa temperatura (fan coil, pannelli radianti a pavimento)
- Il budget iniziale è più contenuto
- Il sottosuolo non è accessibile (edifici con fondazioni particolari, aree urbane dense, condomini senza spazi tecnici adeguati)
Il limite è l’efficienza nelle giornate più fredde: quando le temperature scendono sotto zero, la macchina lavora di più per estrarre calore dall’aria. Il COP (coefficiente di prestazione, cioè quanta energia termica produce per ogni kWh consumato) scende nelle giornate più rigide — anche se i modelli moderni mantengono buone prestazioni fino a -15°C.
Come funziona la geotermia e quando conviene davvero
L’impianto geotermico a bassa entalpia sfrutta il calore stabile del sottosuolo, che a Milano si mantiene intorno ai 12-14°C durante tutto l’anno, indipendentemente dalla stagione. Le sonde verticali — tubi inseriti in fori da 100 a 150 metri di profondità — prelevano questo calore e lo cedono alla pompa di calore geotermica, che lo porta alla temperatura necessaria per riscaldare gli ambienti.
Il vantaggio principale è la costanza: con il sottosuolo come sorgente, il COP rimane stabile in tutte le stagioni, anche a gennaio. L’efficienza è mediamente più alta rispetto all’aerotermia, e l’impianto è silenzioso (nessuna unità esterna) e del tutto invisibile una volta completato.
La geotermia conviene quando:
- C’è disponibilità di spazio per la perforazione (giardino, cortile, parcheggio)
- Si pensa in un orizzonte di lungo periodo (l’investimento iniziale è maggiore, ma i costi operativi sono inferiori)
- Il clima è particolarmente rigido o le esigenze di efficienza sono elevate

Il fattore che in pochi considerano: il tuo impianto di distribuzione
Qui sta il punto che blocca molte valutazioni. Sia aerotermia che geotermia lavorano con temperature di mandata basse — indicativamente tra i 35 e i 50°C. I vecchi termosifoni in ghisa, pensati per lavorare a 70-80°C, non sono compatibili con queste temperature: il comfort sarebbe insufficiente, e la macchina consumerebbe molto più del previsto.
Questo non significa che uscire dal gas sia impossibile. Significa che l’impianto di distribuzione va valutato per primo. Se i radiatori esistenti possono essere sostituiti con fan coil — i fan coil Galletti sono tra le soluzioni più adatte per questo tipo di transizione — o se è possibile integrare pannelli radianti in alcune stanze strategiche, la transizione può avvenire senza rifare l’intero impianto.
Esistono anche pompe di calore ad alta temperatura, progettate per lavorare con vecchi termosifoni senza richiedere la sostituzione dell’impianto di distribuzione. Sono la soluzione giusta per chi vuole uscire dal gas senza affrontare un cantiere invasivo.
La geotermia a Milano: fattibilità, vincoli e processo autorizzativo
Il sottosuolo milanese: cosa sapere prima di procedere
Il sottosuolo di Milano non è uniforme. La conducibilità termica — cioè la capacità del terreno di cedere calore alle sonde — varia da zona a zona in base alla composizione geologica. In alcune aree è elevata e favorisce impianti efficienti; in altre è più bassa e richiede sonde più lunghe o configurazioni particolari.
Prima di qualsiasi decisione sull’impianto geotermico, è indispensabile un’indagine geologica preliminare: uno studio firmato da un geologo abilitato che valuta la stratigrafia locale e dimensiona correttamente il sistema di sonde. Saltare questo passaggio è l’errore più costoso che si possa fare.
Sonde verticali in Lombardia: l’iter autorizzativo passo dopo passo
In Regione Lombardia, l’installazione di sonde geotermiche verticali è regolata dal Regolamento regionale n. 7 del 15 febbraio 2010 e richiede la registrazione obbligatoria al Registro regionale Sonde Geotermiche (RSG).
Il percorso dipende dalla profondità delle sonde:
Sonde fino a 150 metri di profondità (la grande maggioranza degli impianti residenziali):
- Indagine geologica e progettazione dell’impianto
- Registrazione al RSG almeno 30 giorni prima dell’avvio del cantiere
- Esecuzione dei lavori (perforazione, posa sonde, installazione pompa di calore)
- Aggiornamento del registro a completamento
Sonde oltre 150 metri di profondità (impianti di grande taglia, rari nel residenziale):
- Presentazione di istanza di autorizzazione alla Città Metropolitana di Milano
- Attesa della risposta (entro 60 giorni dalla comunicazione di avvio)
- A seguito dell’autorizzazione, registrazione RSG e avvio cantiere
L’iter richiede competenze specifiche: non è un adempimento che un installatore generico gestisce di routine. Noi lo seguiamo in ogni fase, dalla relazione geologica alla registrazione finale.
Condomini e geotermia: si può fare?
La risposta breve è sì, ma con condizioni. Il punto di forza della geotermia in un condominio è che il costo delle perforazioni si ripartisce tra le unità, rendendo l’investimento pro-capite più contenuto. Il punto critico è il consenso condominiale: le perforazioni riguardano parti comuni e richiedono delibera assembleare.
Se la centrale termica condominiale è già candidata a una revisione complessiva, la transizione alla geotermia può integrarsi in un progetto più ampio. Ne abbiamo parlato in dettaglio nell’articolo sulla riqualificazione della centrale termica. Per i condomini che cercano anche una soluzione alla gestione della responsabilità dell’impianto, il servizio di terzo responsabile a Milano è spesso il punto di partenza più logico.

I numeri reali: costi, incentivi e ritorno dell’investimento
Quanto costa un impianto geotermico a Milano nel 2026
Un impianto geotermico completo — indagine geologica, perforazione, posa sonde, pompa di calore e sistema di accumulo — si colloca indicativamente tra i 15.000 e i 30.000 euro per un’abitazione unifamiliare. Per appartamenti o unità in condominio, il costo varia in base alla metratura e alla configurazione dell’impianto di distribuzione esistente.
La voce di spesa più rilevante non è la pompa di calore in sé, ma la perforazione e la posa delle sonde: è la componente più variabile in base alle caratteristiche del sottosuolo e alla profondità necessaria.
Un impianto aerotermico ha costi iniziali sensibilmente inferiori, ma un COP mediamente più basso nel lungo periodo. La scelta giusta dipende dall’orizzonte temporale e dalla situazione specifica dell’edificio.
Conto Termico 3.0 e Ecobonus: come ridurre l’investimento iniziale
Il Conto Termico 3.0 del GSE è lo strumento principale per chi sostituisce un generatore a combustibile fossile con un sistema geotermico o una pompa di calore: copre fino al 65% dei costi ammissibili, con rimborso solitamente entro 60-90 giorni per importi inferiori ai 5.000 euro e in rate annuali per importi superiori.
In alternativa, l’Ecobonus e il Bonus Casa confermati per il 2026 offrono una detrazione del 50% della spesa in 10 anni. I due strumenti non sono cumulabili sulla stessa voce di spesa: la scelta tra l’uno e l’altro dipende dalla situazione fiscale di chi interviene e dall’importo totale del progetto.
Quando il conto torna (e quando no)
Il ritorno dell’investimento di un impianto geotermico dipende da tre variabili: il costo iniziale netto (dopo incentivi), il risparmio annuo sulle bollette e i costi di manutenzione nel tempo. Con il Conto Termico al 65%, i tempi di ritorno scendono in modo significativo rispetto all’investimento lordo — ma la stima precisa richiede una valutazione caso per caso.
Il conto non torna se l’impianto è sottodimensionato (indagine geologica mancante), se non è compatibile con l’impianto di distribuzione esistente (problema di temperatura di mandata) o se gli incentivi sono stati mal pianificati. Sono esattamente le situazioni che una consulenza preventiva aiuta a evitare.

3 errori da non fare quando esci dal gas
1. Scegliere l’aerotermia senza verificare la temperatura di mandata dell’impianto esistente. Un errore comune che vediamo spesso: si installa la pompa di calore, si scopre che i vecchi termosifoni lavorano a 75°C, e la macchina non riesce a garantire il comfort atteso senza consumare molto più del previsto. La verifica dell’impianto di distribuzione viene prima della scelta della tecnologia.
2. Avviare una valutazione geotermica senza l’indagine geologica. Il sottosuolo di Milano non è uniforme. Procedere senza uno studio firmato da un geologo abilitato significa rischiare un impianto mal dimensionato — e un investimento che non rende quanto atteso. L’indagine non è un costo aggiuntivo: è la base su cui si costruisce il progetto.
3. Non pianificare in anticipo la strategia degli incentivi. Conto Termico e Ecobonus non si cumulano sulla stessa spesa. La scelta tra i due va fatta prima di avviare i lavori, non dopo. Coinvolgere chi conosce il quadro aggiornato evita di perdere una parte significativa del rimborso disponibile.
FAQ – Domande frequenti
Pompa di calore geotermica: si può installare in un condominio di Milano?
Sì, con alcune condizioni. Le perforazioni riguardano le parti comuni e richiedono una delibera assembleare. In un condominio, il costo delle sonde si distribuisce tra le unità, riducendo l’investimento pro-capite. La fattibilità tecnica va verificata caso per caso in base agli spazi disponibili e alla conformazione del sottosuolo.
Qual è la differenza pratica tra pompa di calore aria-acqua e geotermica?
L’aerotermia preleva calore dall’aria esterna: è più semplice da installare, meno costosa, ma con efficienza variabile nelle giornate fredde. La geotermia preleva calore dal sottosuolo, che mantiene una temperatura stabile tutto l’anno: COP più costante, maggiore efficienza, ma investimento iniziale più alto e iter autorizzativo da gestire.
Quali autorizzazioni servono per le sonde geotermiche a Milano?
Per sonde fino a 150 metri, è sufficiente la registrazione al Registro Sonde Geotermiche (RSG) della Regione Lombardia, almeno 30 giorni prima del cantiere. Per sonde oltre 150 metri, serve una previa autorizzazione della Città Metropolitana di Milano (iter massimo 60 giorni). In entrambi i casi, è obbligatoria la relazione geologica firmata da un professionista abilitato.
L’impianto geotermico funziona con i termosifoni esistenti?
Dipende dalla temperatura di progetto dei termosifoni. I sistemi geotermici lavorano meglio con temperature di mandata basse (35-50°C). I vecchi radiatori in ghisa progettati per 70-80°C non sono direttamente compatibili. Esistono però pompe di calore ad alta temperatura — come alcune soluzioni Hoval che installiamo — progettate per funzionare anche con impianti tradizionali senza sostituire i corpi scaldanti.
Quanto dura il ritorno dell’investimento di un impianto geotermico a Milano?
Dipende dall’investimento netto dopo incentivi, dai consumi attuali e dalla configurazione dell’impianto. Con il Conto Termico 3.0 al 65%, i tempi di ritorno si riducono in modo rilevante rispetto all’investimento lordo. Una stima attendibile richiede una valutazione specifica per il tuo edificio.
Il passo successivo: la valutazione di fattibilità
La tecnologia per uscire dal gas c’è, matura e incentivata. Ciò che fa la differenza è partire dalla situazione reale del tuo edificio — non da una scelta fatta a priori.
In Esseclima affianchiamo ogni progetto con una valutazione tecnica preliminare: analizziamo l’impianto di distribuzione esistente, la fattibilità geotermica del sito, il quadro degli incentivi applicabili e stimiamo il ritorno atteso. Solo dopo, consigliamo la soluzione ottimale — che sia aerotermia, geotermia, o un approccio ibrido.
Puoi contare su oltre 20 anni di installazioni e manutenzione programmata di impianti a Milano e Monza, con assistenza autorizzata per i principali brand del settore — da Eneren a Hoval.
Richiedi una valutazione di fattibilità per il tuo edificio — ti diciamo in modo chiaro se la geotermia è la scelta giusta per te, e quale percorso ha più senso dal punto di vista tecnico ed economico.